4 buoni propositi per il 2022

Sapete perché ogni volta che arriva la fine dell’anno ci sentiamo assalire dall’incertezza, pensando al futuro, ai propositi che non abbiamo rispettato e agli obiettivi per il cui raggiungimento non basterebbe una vita intera? Per colpa dei Babilonesi!

L’antica popolazione mesopotamica, infatti, era convinta che le azioni compiute il primo giorno del nuovo anno avessero la capacità di influenzare l’andamento di tutti i giorni successivi. Dunque, è solo a causa dei Babilonesi se, oggi, a distanza di quattromila anni, siamo ancora qua a credere che stilare una lista di buoni propositi possa modificare il nostro futuro prossimo. 

Eppure, quella dei buoni propositi è una tradizione irresistibile anche per una miscredente come me, nonostante i risultati, di anno in anno, siano sempre più scarsi.

Illustrazione @swish_kia

Per combattere questa tendenza negativa, ma, soprattutto, per sentirci meno in colpa in caso di ennesimo fallimento, quest’anno, stileremo una lista di soli 4 buoni propositi dal carattere storico-filosofico, così difficili da rispettare che se non riusciremo a portarne a termine nemmeno uno potremo sempre dire: “Oh, ma erano incomprensibili!” 

1 – Meglio è nemico di Bene

Control freak di tutto il mondo, il primo proposito è per noi!

Continuo a pensare a questa frase, da quando, dopo la morte di Franco Battiato, ho scoperto che per anni ha costituito uno degli insegnamenti più cari al Maestro. Il motto, in realtà, risale a Voltaire, aspro critico del perfezionismo esistenziale. Senza svilire il pensiero del filosofo francese, possiamo leggere in questo aforisma il monito a ricordare che il perfezionismo è la tomba della creatività, intesa come linfa vitale dell’essere umano. Senza l’errore non sarebbe possibile apprendere, cambiare, migliorare; insomma, non sarebbe possibile vivere e progredire. Quest’anno, concediamoci di tentare, sbagliare, riprovare e individuare, scartando le strade che reputiamo meno adatte, il percorso a noi più confacente.

2 – Omnia mea, mecum sunt

Sebbene non si conosca con certezza a chi risalga questo motto, Plutarco prima e Seneca poi, lo attribuiscono a Stilpone di Megara. La leggenda narra che, quando Megara fu presa dai macedoni, al filosofo fu chiesto se avesse perso qualcosa e costui rispose: “Nulla, tutte le mie cose sono con me”, come a dire Tutto ciò di cui ho bisogno vive dentro di me. Si tratta di un inno all’abbandono dei beni materiali e delle passioni terrene, ma, visto che, nel nuovo anno, non abbiamo intenzione di trasformarci in asceti, possiamo leggere questo insegnamento come un invito a riflettere sullo spasmodico consumismo, deleterio per il nostro ambiente. In un pianeta che, nel 2021, ha terminato le annuali risorse naturali a luglio (cinque mesi prima del dovuto), il minimo che possiamo fare è chiederci: Ne ho davvero bisogno? Mi renderà felice?”

Insomma, se l’approccio mistico è troppo stringente, quello alla Marie Kondo è il giusto compromesso per un consumo orientato alla massima valorizzazione dei beni acquistati e alla salvaguardia dell’intero globo.

3 – Homo faber fortunae suae

Lo so, si è così tanto abusato di questa frase, che ha quasi perso di significato, ma l’aforisma di Appio Claudio il Cieco può aiutarci a riconsiderare il concetto di fortuna. Esistono davvero la buona e la cattiva sorte? Ci rifletto da quando una mia amica mi ha confidato di sentirsi una sfigata a causa dell’ennesima delusione amorosa. Dalla celebre sentenza latina possiamo estrapolare un insegnamento attualissimo: fare la propria fortuna o, come direbbe la mia amica, “allontanare la sfiga”, è possibile solo lavorando su di sé. Ultimamente, ho provato a chiedermi: “Perché mi trovo sempre nelle stesse situazioni?” “Perché mi circondo spesso di persone che si rivelano negative per me?” A volte, può essere davvero solo colpa del fato avverso, altre, invece, siamo noi a mettere in atto (consapevolmente o meno) comportamenti che ci conducono lontano dal nostro benessere e dalla nostra realizzazione. Per l’anno prossimo: più domande scomode e meno sfortuna!

4 – Sii come Giano Bifronte

Secondo gli storici, fu Giulio Cesare, con la riforma del calendario giuliano del 46 a. C., a far coincidere l’inizio dell’anno con il primo giorno di gennaio, mese dedicato al dio Giano. L’antica divinità latina aveva la capacità di guardare contemporaneamente al passato e al futuro, per questo, spesso, veniva rappresentata come un uomo con due volti- appunto, Giano Bifronte – e per tale caratteristica pareva assomigliare al primo giorno dell’anno, che spartisce e insieme unisce il vecchio corso di eventi e quello che sta per arrivare. 

In un clima di delusione per un futuro incerto e di paura di “non arrivare in tempo” al traguardo prefissato (sentimenti, spesso, causati dalle anacronistiche aspettative delle generazioni precedenti e da un insano confronto con la visione, talvolta distolta, che abbiamo dei nostri stessi coetanei) essere Giano Bifronte significa avere la capacità di guardare al futuro sulla base delle nostre esperienze passate e individuare i nostri prossimi obiettivi, considerando unicamente chi siamo, non chi dovremmo essere.  Nel 2022, quando la meta ci sembrerà lontana, ricordiamoci di voltarci a guardare la strada che abbiamo percorso, solo così potremo valutare ogni sforzo, ammettere ogni errore e riconoscere ogni merito, trovando l’energia necessaria per raggiungere un nuovo traguardo.   

Ed eccoci qui al termine della nostra lista, a contemplare quattro ardui propositi che domani avremo già dimenticato. Eppure, non c’è verso di farci smettere di sperare nel cambiamento e forse, proprio in questo, sta la meraviglia dei nuovi inizi.

Come direbbe un filosofo contemporaneo ci son cascato di nuovo”, maledetti Babilonesi!

Articolo di Chiara Ferrante
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BIO Chiara Ferrante
“Dipingo, scrivo, decoro e cerco su Google le soluzioni ai miei quesiti esistenziali. Nel 2014, ho creato “Cronache di una Sardina”, un blog, che, negli anni, da diario personale, si è evoluto in uno spazio per discutere di tematiche sociali e culturali e per dar voce ad artisti e creator italiani e internazionali. Nell’arte, invece, la libertà creativa è la mia unica regola. I miei disegni, dai colori sgargianti e dai tratti semplici, mi aiutano ad allontanarmi e insieme, a riappacificarmi col mio mondo interiore. Non chiedermi quale strada preferisca: è solo combinando le mie passioni che prende forma la mia vera essenza.”

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